Pietro Aretino.

By Giovambattista Marino

Finger non so, ben che mentito e finto

sia in questa tela il mio vivace aspetto.

Sferza e flagel de' Principi son detto,

perch'altrui scopro il ver chiaro e distinto.

Spesso intagliato fui più che dipinto,

più da scarpel che da pennel suggetto.

Lineato ho di piaghe il viso e 'l petto,

sangue è il colore, ond'io vo sparso e tinto.

Ho diabolico stil, titol divino,

punge e saetta ciascun mio Poema,

spada di Momo, e fulmin di Pasquino.

De la mia penna al moto il Vizio trema:

ferite (o Grandi) il corpo a l' ARETINO,

pur che viva la lingua il mondo tema.