Pietro Gualdi a Malatesta Malatesti.
O signor mio, convien che vosco parta
i sospiri d'amor che me disfanno,
e che me monta al cuor cotanto affanno,
che pur convien che l'alma se disparta;
onde non so trovar con ch'io comparta
el mio soperchio e inextimabel danno,
se non con quei che poetando vanno,
come voi sete, che 'l stampati in carta.
Possa ch'io fui del bel thesoro privo
di quello aüreo crin, sotto cui umbra
me riposava la persona stanca,
non morei maï, né rimasi vivo,
per li pensier' che l'intellecto ingumbra,
che la faccia riman pallida e bianca.