PRIMO CANTO

By Giovanni Pascoli

Quando apparisce l'oro nel grano

col verdolino nuovo dei tralci,

e già nell'ore d'ozio il villano

sopra una pietra batte le falci;

dall'aie, dalle prode, dal fimo

che vaporando sente la state,

voi con la gioia del canto primo,

primi galletti, tutti cantate:

Vita da re...!

A tutte l'ore gettate all'aria,

chi di tra i solchi, chi di sui rami,

la vostra voce stridula e varia,

chi, che ripeta, chi, che richiami.

Chi fioco i versi muta e rimuta,

chi strilla quasi lo correggesse:

e l'uno dopo l'altro saluta

la casa, il sole, l'ombra, la mèsse:

Vita da re...!

Galletti arguti, gloria dell'aia

che da due mesi v'ospita e pasce,

ora la vostra vecchia massaia,

quando vi sente, pensa alle grasce:

quando vi sente, pensa ai padroni

il contadino vostro che miete,

e mentre lega manne e covoni,

galletti arguti, con voi ripete:

Vita da re...!

Quando, odorati sempre di lolla,

lasciate i campi dove nasceste,

perché, se un'aspra mano vi sgrolla,

voi vi beccate tra voi le creste?

Lunga è la strada, grave la state,

vi stringe il duro cappio di tozzo:

voi l'uno all'altro rimproverate

quel vostro canto chiuso nel gozzo:

Vita da re...!

Poi nel paese, tra quattro mura,

sotto il barlume forse d'un moggio,

nella cucina tacita e scura

voi ricordate l'aia ed il poggio;

e mentre tutti dormono, e scialba

geme la luce dalle finestre,

come un lamento lungo su l'alba

suona l'antico grido silvestre:

Vita da re...!