Pt.1 Historie 3
Tu, ch'al real soggiorno
del magnanimo PIERO
pur ora arrivi, o peregrin straniero,
là dove d'ogn'intorno
in porfidi, in diaspri, in alabastri
folgoran l'auree stelle, e gli aurei rastri
se di saver ti cale
in qual più nobil opra
i miracoli suoi l'Arte discopra,
mira là ciò che vale,
d'ombre insensate animator divino,
lo stil vanto di Roma, onor d'Arpino.
Arpin del novo pegno
porta superbo il ciglio
più che del suo primier facondo figlio.
In ambo è par l'ingegno,
a l'un e l'altro artefice gentile
son communi i color', commun lo stile.
Ma se con varie note
turbar sapea colui
a sua voglia e sedar gli animi altrui,
ecco questi, che pote
donar, fabro eloquente, allor che tace,
a l'imagini mute alma loquace.
Vedi colà, non vedi
il Giovinetto ebreo,
ch'a piè si stende il vantator Getheo?
Forse pittura il credi?
Senso e spirto non hai, qualora il miri,
se dirai che non senta, e che non spiri.
E se manca ne l'atto
del simulacro immoto
l'effetto al colpo, ed a la mano il moto,
onde il ferro già tratto,
anzi in alto levato, in su 'l cadere
di ferir sempre accenna, e mai non fère;
ciò non avien, ch'io pensi,
perché d'anima prive
sien quelle forme e quelle linee vive;
ma perché non conviensi
in magion di CLEMENZA, e di Pietade,
trattar le morti, insanguinar le spade.