Pt.1 Historie 3

By Giovambattista Marino

Tu, ch'al real soggiorno

del magnanimo PIERO

pur ora arrivi, o peregrin straniero,

là dove d'ogn'intorno

in porfidi, in diaspri, in alabastri

folgoran l'auree stelle, e gli aurei rastri

se di saver ti cale

in qual più nobil opra

i miracoli suoi l'Arte discopra,

mira là ciò che vale,

d'ombre insensate animator divino,

lo stil vanto di Roma, onor d'Arpino.

Arpin del novo pegno

porta superbo il ciglio

più che del suo primier facondo figlio.

In ambo è par l'ingegno,

a l'un e l'altro artefice gentile

son communi i color', commun lo stile.

Ma se con varie note

turbar sapea colui

a sua voglia e sedar gli animi altrui,

ecco questi, che pote

donar, fabro eloquente, allor che tace,

a l'imagini mute alma loquace.

Vedi colà, non vedi

il Giovinetto ebreo,

ch'a piè si stende il vantator Getheo?

Forse pittura il credi?

Senso e spirto non hai, qualora il miri,

se dirai che non senta, e che non spiri.

E se manca ne l'atto

del simulacro immoto

l'effetto al colpo, ed a la mano il moto,

onde il ferro già tratto,

anzi in alto levato, in su 'l cadere

di ferir sempre accenna, e mai non fère;

ciò non avien, ch'io pensi,

perché d'anima prive

sien quelle forme e quelle linee vive;

ma perché non conviensi

in magion di CLEMENZA, e di Pietade,

trattar le morti, insanguinar le spade.