Quanto sia miserabile lo stato dell'umana condizione
Francesco, è di Fortuna
Questa vita mortale istabil campo,
Che sicurezza alcuna
Non serba altrui, ma periglioso inciampo;
E fra diverse in sé contrarie tempre
È combattuta et abbattuta sempre.
Viva morte de l'alma,
E non vita chiamar questa ne lice;
Gravosa e dura salma,
Che nel corpo sostien l'uomo infelice:
Fumo oscur, velo ombroso, onda incostante,
Sonno breve, ombra lieve, aura volante.
Nave sdruscita e frale,
Ch'un periglioso Egeo di pianto scorre;
Velocissimo strale,
Che da l'arco del tempo a volo corre;
Fallace nube et apparente lume,
Fugace lampo e fuggitivo fiume.
Terrestre prigionia,
Ch'ha d'intrichi d'error vari cancelli;
Spinosa e dura via,
Ch'ha vari precipizi, orridi e felli;
Mondana rete, dove intorno avvolta
In fra lacci di sensi è l'alma accolta.
Omicida sirena,
Ch'alletta sì, ma con fallaci inganni;
Intrecciata catena
Di lunghi mali e di tenaci affanni,
U' de l'anella in vari giri attorte,
L'ultimo cerchio suo rinchiude morte.
Ma tu, nel giro angusto
Di questa umana e miserabil vita,
T'apri d'onore augusto
Spazioso teatro e via spedita;
E ne la brevità degli anni io scerno
Che con la penna attendi a farti eterno.