QUARTA PARTE
Amicizia qua giù ho raro ospizio,
e s'i' pur la trïonfo in tale stampa
vesto, non specchio amor che tra' più vampa
col core in mano, e luco sanza vizio;
benefica, innocente e pien d'offizio
che 'n questo e 'n quello equalmente s'accampa,
e reggo il ciel che tutto il manda allampa,
immobil, fissa, salda in ver iudizio.
Mossi el Maestro e suppremo Monarca
all'incarnarsi uom vero e patibile,
per ristorar l'error del primo seme.
O gente umana, ben se' reprensibile,
ché sì m'accogli raro in la tuo barca:
qui vero ben, dell'altro certa speme.