Risposta al sonetto dell'Abbate di Guastalla.

By Battista Guarini

Quando pensai con giovinette e 'ndustri

mani spogliar de' più bei fior Parnaso,

tutto e tutto versar in picciol vaso

quel fonte ond'oggi rado è ch'uom s'illustri,

deh, colto avessi, in vece di ligustri,

frutto che non soggiace al tempo, al caso,

ch'oggi non temerei dopo l'occaso

di Lete ingordo e de' fugaci lustri.

Baldi felice, a voi quel sommo sole,

da cui riceve il sol la luce e 'l moto,

dié di senno e di lingua egual misura.

Suonan del vostro nome (alta ventura

del mondo che l'ascolta a voi devoto)

di Cirra gli antri e del Liceo le scole.