Risposta al sonetto dell'Arcivescovo di Siena
Alma sublime, che dal ciel discesa
divino il senno e l'armonia prendesti,
a cui quel nobil velo onde ti vesti,
come spera a motor, non fa contesa,
com'hai tu sì la tua virtù sospesa,
che dir gli onori di colui t'appresti,
ch'al suon de la tua cetra, onde 'l vincesti,
ha la sua roca e dissonante appesa?
Forse sì come la lucente prole
del sol forma ne l'onda, e poca e vile,
lume, onde par che 'l sol si rinovelle,
così in me ripercote il tuo gentile
raggio e la Musa ch'onorar lui vuole,
me loda e le tue lodi in me fa belle.