Risposta di Feo Belcari a Maestro Romolo

By Feo Belcari

Sendo per me transita sesta e nona,

quand'io entrai ne' laürati regni,

cognobi i versi miei esser indegni

di laude o fama o di memoria bona.

Ma con quella scintilla, che ne dona

l'eterna luce a' nostri erranti legni,

vidi che ne' poetici disegni

la dizion longa e la corretta sona.

Ciascuna da natura è litterale;

se saltellando va come bertucciola,

già non son io, ma l'uso communale.

Ben prego voi con questa mia pennucciola

che la mia rima non abbiate a male,

perché sia vile e non vaglia una succiola;

nascondo e rincantucciola

da ora per non esser più traverso,

e nel dir vostro voglio esser sommerso.