Salmo 13

By Bernardo Tasso

Con quai lode, o Signore,

canterà la mia lira

il tuo supremo onore?

Chi questa snoda e gira

lingua, o la voce e l' intelletto inspira?

Non può mortal pensiero,

troppo a tant' opra ardito,

pur adombrare il vero

del tuo pregio infinito,

non che voce o parlar terso e fiorito;

non è sì angusto vaso

di tanto ben capace:

poter l' orto e l' occaso

è speranza fallace

tutto allumar con piccioletta face.

Come debil del sole

vista i raggi affisare

non può, così parole

umane laudare,

né pensier la tua gloria imaginare.

Alto divino oggetto

non vede e non comprende

nostro umano intelletto;

lume che troppo splende

gli occhi abbarbaglia, e nostra vista offende;

ma se col tuo lucente

splendore apri e rischiari

la tenebrosa mente,

sì ch' io vada di pari

a quei spirti che qui ti fur già cari,

andrò la notte e 'l giorno

il tuo nome cantando

per queste piaggie intorno,

e l' anime chiamando

che dietro al senso van sviate errando.

O fonte eterna e viva,

onde per molti rami

la luce si deriva

in quei che 'n Ciel tu chiami

de la tua grazia, in quei ch' apprezzi et ami,

illumina l' oscura

mente ch' un negro velo

di mondana e vil cura

adombra, sì che allegro

e sano l' occhio, ora dolente et egro,

veggia la tua gran gloria,

e 'l ben che m' hai promesso;

et avendo vittoria

contra me di me stesso,

or moia qui, per poi viverti presso.