Salmo 2

By Bernardo Tasso

Sin a quando, Signor, questa sviata

anima senza luce

seguirà il senso con lena affannata,

che quasi infido duce

a periglioso passo la conduce?

Sin a quando, Signor, l' orecchie avrai

chiuse de la pietate

che ti sospinse, per trar noi de' guai,

da le membra beate

sangue a versar con tanta indignitate?

Io pur tua son fattura, e per me ancora

torre di mano a l' angue

spietato che n' ancide e ne divora,

di ch' ei sospira e langue,

spargesti il giusto et innocente sangue:

or che soccorso m' hai con la tua morte,

vòi in preda lasciarmi

debile e stanco a così fresco e forte

nimico, senza darmi,

onde mi possa aitar, lo scudo e l' armi?

In te posto ho, Signor, tutta la spene,

né altronde spero aita

contra questo tiranno, che mi tiene

com' agna che smarrita

ha lungi dal pastor lupo rapita;

sì m' udrai poi cantar lungo un bel rio

al ricco plettro e d' oro,

ogn' altro mio pensier posto in oblio,

sì che lo Scita e 'l Moro

sentirà 'l canto mio dolce e canoro:

come tu festi il ciel vago e rotondo,

cinto di stelle ardenti,

ch' un prato par quand' è fiorito il mondo,

e con le luci algenti

la luna errar intorno agli elementi;

come tu desti al sol caldo e vigore,

che con le luci sante

pieno di dolce e di paterno amore

fa la terra pregnante,

ricca et adorna di bellezze tante,

che con ordine eterno errando intorno

a la mole terrena

or freddo e breve ol lungo e caldo il giorno

vigilante ne mena,

la chioma di bei raggi ornata e piena;

e l' altre lodi tue, che tante sono

quant' onde move l' ôra,

quanti il terreno ha fior, leggiadro dono

di Favonio e di Flora,

allor che i campi Aprile imperla e indora.