Salmo 21

By Bernardo Tasso

In questo grande abisso

caliginoso e scuro

ov' io son tanto visso,

ove nulla è di puro,

nullo stato quieto né securo,

giacerò, mentre l' ombra

del mio continuo errore

avrà fugata e sgombra,

o benigno Signore,

de l' alta tua pietà l' almo splendore.

Deh, non ritardi omai

più la tua grazia, ond' io

chiuda i languidi rai

in uno eterno oblio,

preda de l' empio tuo nimico e mio;

sgombrino le parole

di tua virtù infinita,

quasi un raggio di sole,

questa nube che unita

adombra l' alma trista e sbigottita;

da le cure mortali

solleva il mio pensiero,

dagli le candid' ali

con le quai possa altero

e lieto alzarsi al tuo celeste Impero,

sì ch' a te sempre pensi,

a te si volga e giri,

e coi desiri accensi

del tuo amor sempre miri

la tua beltà, per lei sempre sospiri;

ogni desio divelli

dal cor folle e terreno,

fa' ch' ai sensi rubelli

venga l' orgoglio meno,

e che ragion lor ponga un duro freno;

a la mia vanitate

tronca le penne e i vanni,

di fede e caritate,

armi contra gl' inganni

del mondo forti e i vizii empi tiranni,

arma l' incauto petto,

sì che possente e forte

sprezzi del van diletto

i colpi, e de la morte,

e del nimico suo vittoria porte.