Salmo 23

By Bernardo Tasso

Svegliati, anima trista,

dal sonno pigro e grave

ch' ognor par che ti prema e più t' agrave,

e del tuo danno avvista

al tuo Padre celeste ergi la vista,

e con mente contrita,

con penitente core,

grama sospira ogni passato errore,

e 'n te chiusa e romita

chiedi al tuo Creator piangendo aita.

Smarrito pellegrino,

allor che notte adombra

la terra e 'l ciel d' oscura et umid' ombra,

sul giogo d' Apennino

cercando va chi gli mostri il camino;

perciò prendi per scorta

fida speranza e fede,

e volgi dietro a lor securo il piede,

che per via dritta e corta

ti condurranno, e non fallace e torta

strada, al vero Oriente

ond' esce il giorno eterno,

ove non cuoce il sol, né agghiaccia il verno,

ove facella ardente

d' Amor divin t' accenderà la mente;

scampa, come fugace

damma dal fiero morso

del veltro che la siegue, a tutto corso

da la mano rapace

del senso lusinghier certo e fallace.

Ma tu, amoroso e pio

Signor, piglia la cura

di questa tua umile e vil fattura,

e 'l ghiaccio pigro e rio

d' una invecchiata usanza, che 'l cor mio,

quasi aspro e duro scoglio,

che ricopre sals' onda,

intorno intorno ognor cinge e circonda,

scalda sì che in cordoglio

si stilli e perda l' ostinato orgoglio;

ché senza il chiaro lume

di tua pietà infinita

andrà per queste tenebre smarrita

l' alma dietro al costume,

sin che la carne fral terra consume.