Salmo 24

By Bernardo Tasso

Signor, l' antica serpe

che con gran studio e cura

intorno al nostro cor s' annoda e serpe,

crudo fuor di misura

e rio nemico a l' umana natura,

tosto ch' apro quest' occhi

m' appresenta un oggetto,

perché nel laccio suo caggia e trabocchi,

pieno di van diletto,

e 'l cor alletta stolto et imperfetto,

che qual in sul matino,

ingannato dal ramo,

se 'n vola al visco semplice augellino,

o come pesce a l' amo,

onde ne resta poi pentito e gramo,

il ferro adonco ingoia,

e si rinvesca l' ali

tutto nel visco d' una breve gioia

de' diletti mortali,

più ch' ombra lieve, o fior caduchi e frali;

né perché si dimene

dal visco si districa,

né toglie a sì tenaci aspre catene,

anzi ognor più s' intrica,

quanto più d' indi sciorsi s' affatica;

e se non mi soccorre

la tua grazia infinita

contra colui che dispetato aborre

la nostra eterna vita,

in preda rimarrà l' alma smarrita

di quell' empio Tiranno,

ove dannata fia

nel foco ardente de l' eterno danno

la peccatrice e ria

a sempre lagrimar la colpa mia.

Soccorrimi, Signore,

e le reti tenaci

di man tessute del mio proprio errore

sciogli, rompi e disfaci,

sì che fuggita da le man rapaci

del senso lusinghiero,

possa lieto e devoto

sacrarti i miei desiri e 'l mio pensiero

con un perpetuo voto,

pieno di fede, e d' ogni colpa voto.