Salmo 25

By Bernardo Tasso

Da quel gravoso pondo

degli error ch' ho comesso

io mi trovo sì oppresso

che dal vil fango immondo

sorger non posso del misero mondo,

ma come potrà aita

chiederti in questo stato,

Signore, un servo ingrato,

l' alma da te fuggita,

ancor che sia la tua pietà infinita?

Tu n' hai fatto di vile

terr' uomo razionale,

e datoci immortale

alma, e quasi simile

a quale Angelo in cielo è più gentile;

a noi la luna e 'l sole

luce, onde ciascun vede;

a noi, la tua mercede,

le piaggie apriche e sole

producon gigli, calta, erbe e viole;

a noi i garruli augelli

fanno dolci concenti;

a noi spirano i venti,

e per noi gli arbuscelli

spiegano al cielo i lor verdi capelli:

per noi spiran gli odori

soavi de' Sabei

e gli arabi e i panchei;

a noi succhi e licori

serban le piante, l' erbe, e i frutti e i fiori;

tu sol per nutrimento

e piacer de' mortali

hai fatti gli animali,

al liquido elemento

hai date l' acque di color d' argento;

ogni cosa hai creata,

l' oro, le perle e l' ostro,

per uso e piacer nostro:

ahi creatura ingrata,

quanto meglio saria non esser nata!

E tu, novo Titano,

figlio empio de la terra,

vuoi al Cielo far guerra,

e divenuto insano

contra il tuo creatore alzi la mano!

Ma tanta è, Padre pio,

la tua santa pietate,

che pien di caritate

tosto poni in oblio

ogni tua grande offesa, ogni error mio;

però con quell' amore

vero che mi creasti,

che col sangue salvasti,

perdonando il mio errore

infiamma l' alma del tuo santo ardore.