Salmo 29

By Bernardo Tasso

Qualor nel cupo gorgo

de le miserie umane,

de le cure del mondo egre et insane,

sì ch' a pena risorgo,

lasso, mi trovo immerso,

il che fa spesso il mio destino adverso,

quasi novo Tifeo

sotto l' orrido monte,

sovente per uscirne ergo la fronte,

ma più de l' onde beo,

e riccaggio nel fondo,

d' inutili alghe e di bruttezza immondo;

onde, lasso, m' aveggio

che la natura frale

a potersi da sé levar non vale,

ma va di male in peggio,

e piango l' error mio

con le preghiere e 'l cor rivolto a Dio,

certo che con la mano

possente oltra misura

ei mi sollevi da quell' onda oscura;

né 'l mio sperare è vano,

ché quel Signor superno,

che del mondo e del Cielo have il governo,

come padre pietoso

che vede il caro figlio

precipitato in qualche gran periglio

corre presto, e bramoso

la sua destra gli porge,

e tanto fa ch' ei si rileva e sorge,

con la di sua pietate

virtù forte e possente

da questo cupo pelago la mente,

da quest' onde turbate

de' miei gravosi affanni,

m' inalza, et obliar fammi i miei danni.

Quali grazie, o Signore,

ti potrò render mai

di tanto bene che m' hai fatto e fai?

Io ti consacro il core,

e i pensieri e 'l desio,

già posto il mondo e me stesso in oblio.