Salmo 3

By Bernardo Tasso

Io so, sommo Motore,

e 'l confesso, ch' indegno

son del tuo santo amore,

ma tu, Signor, ben degno

sei ch' io t' ami et onore

quanto dee creatura il creatore.

Ben degno far me 'n puoi,

se col foco gentile

ch' arde de' servi tuoi

il cor contrito, umile,

arder l' alma mi vuoi,

onde in nuovo uomo mi rivesta poi.

Io son secco terreno,

non sterile, infecondo,

a cui, se bagni il seno,

e fertile e fecondo,

come pratel di fieno,

mostrerà il petto suo di frutti pieno:

bagnalo, Signor mio,

con quel licor soave

del tuo perpetuo rio,

con cui le macchie lave

del peccato empio e rio,

sì come padre liberale e pio,

che di frutti e di fiori,

come campo ben colto,

di diversi colori

gli vedrai pinto il volto,

e de' tuoi bei tesori

carco sempre mostrare il grembo fuori;

né perché ingrata sia

a te di tanti doni

la fral natura mia,

giusto sdegno ti sproni,

ché questa carne ria

sovente il suo dover, Signore, oblia.

Come dinanzi a fiato

di vento orientale

che talor soffia irato

spiegan le nebbie l' ale,

sì che 'l ciel turbato

allor allor si fa sereno e grato,

così dinanzi al vento

de le preghiere mie,

benché debile e lento

spiri la notte e 'l die,

Signore, in un momento

se 'n fugga l' ira tua, di cui pavento;

onde sereno e chiaro

torni il mio giorno ancora,

e s' asciughi l' amaro

pianto che d' ora in ora

spargo, ch' altro riparo

non ho che te, Padre benigno e caro.