Salmo 3
Io so, sommo Motore,
e 'l confesso, ch' indegno
son del tuo santo amore,
ma tu, Signor, ben degno
sei ch' io t' ami et onore
quanto dee creatura il creatore.
Ben degno far me 'n puoi,
se col foco gentile
ch' arde de' servi tuoi
il cor contrito, umile,
arder l' alma mi vuoi,
onde in nuovo uomo mi rivesta poi.
Io son secco terreno,
non sterile, infecondo,
a cui, se bagni il seno,
e fertile e fecondo,
come pratel di fieno,
mostrerà il petto suo di frutti pieno:
bagnalo, Signor mio,
con quel licor soave
del tuo perpetuo rio,
con cui le macchie lave
del peccato empio e rio,
sì come padre liberale e pio,
che di frutti e di fiori,
come campo ben colto,
di diversi colori
gli vedrai pinto il volto,
e de' tuoi bei tesori
carco sempre mostrare il grembo fuori;
né perché ingrata sia
a te di tanti doni
la fral natura mia,
giusto sdegno ti sproni,
ché questa carne ria
sovente il suo dover, Signore, oblia.
Come dinanzi a fiato
di vento orientale
che talor soffia irato
spiegan le nebbie l' ale,
sì che 'l ciel turbato
allor allor si fa sereno e grato,
così dinanzi al vento
de le preghiere mie,
benché debile e lento
spiri la notte e 'l die,
Signore, in un momento
se 'n fugga l' ira tua, di cui pavento;
onde sereno e chiaro
torni il mio giorno ancora,
e s' asciughi l' amaro
pianto che d' ora in ora
spargo, ch' altro riparo
non ho che te, Padre benigno e caro.