Salmo 4

By Bernardo Tasso

De la tua grazia il raggio, alto Signore,

passa a guisa di lampo,

sì che non scalda l' aghiacciato core:

però tepido avampo

nel foco chiaro del tuo santo amore.

Manda una fiamma sì lucente e viva

che non sol scaldi l' alma

ora di bene oprar sdegnosa e schiva,

ma con la dolce et alma

luce arda del mio cor l' interna riva,

acciò che del tuo amor caldo et acceso

i mondani diletti

deponga in terra, quasi inutil peso

de l' alma, che s' affretti

di gir al Ciel, da cui gli era conteso.

Io son quasi terren sterile incolto,

che non produce frutto,

se seminato da man saggia e colto

non è per l' anno tutto,

et inaffiato onde non resti asciutto;

e se de la tua immensa alta pietate

l' inessicabil fonte,

ch' esce ad ognor con tanta largitate

da quello eterno monte,

non lo bagna talor, come la state

allor ch' arde dal cielo il Cane estivo

ogni campagna e prato,

che 'l campo è senza fior, senz' onda il rivo,

sarò nudo e privato

di tutto quel onde in tua grazia vivo.

Io ho il voler, ma non pari al desio

sono le forze frali

senza l' aiuto tuo, mio Padre e Dio;

ché da cure mortali

oppresso, il lasso e frale spirto mio

senza la grazia tua non più respira

che sotto al grave pondo

del duro sasso che sospinge e gira

sempre dal sommo al fondo

Sisifo, al Ciel et a se stesso in ira.

Stempra quel ghiaccio adamantino e duro

d' una invecchiata usanza

che 'l cor mi cinge, ond' io di te non curo,

ma posta ho mia speranza

ne le cose del mondo orrido e scuro,

sì che l' ardor del tuo bel foco senta,

che 'l gielo or le contende,

l' anima rea, e di ben far contenta

le sue gran colpe emende,

et al folle desio più non consenta.