Salmo 7
Il tuo aiuto, o Signore
e pietoso e benigno,
contra l' angue maligno
chiamo, ch' a tutte l' ore
mi serpe intorno a questo afflitto core.
Ti cerco, o Signor mio,
per servirti et amarti,
ma non posso trovarti,
ché la nube del rio
peccato s' interpone al mio desio,
e mi nasconde il lume
di te, mio sol lucente,
sì che la cieca mente
tornerà al suo costume,
se non è chi la guidi o chi l' allume.
Come raggio talora
di chiaro ardente sole
sgombrar la nube suole
che l' aria ad ora ad ora
conturba col suo scuro e discolora,
così un sol lumicino
de la tua grazia immensa,
come facella accensa,
mostri il dritto camino
a me smarrito e stanco peregrino,
acciò ch' io possa omai
trovar dove tu sei:
fallo, che far lo dèi,
che se non mi ti dai
nulla mi giova ciò che dato m' hai.
Io t' amo, e se non quanto
devrei, che te 'l confesso,
non può lo spirto oppresso
dal peso grave tanto
di questo mio mortal terreno manto
alzarsi ov' è 'l suo bene
da queste egre del mondo
cure, vile et immondo,
e por tutta sua spene
nel tuo santo favor come conviene;
ma se col vivo raggio
di tua grazia disgombre
questi, ch' a guisa d' ombre
mi celano il viaggio,
pensieri umani, ond' io lume non aggio,
te sol, Signor eterno,
ogni gioia mortale
come caduca, frale
e vile avendo a scherno,
amerò, colmo d' un diletto interno.