Salmo 8
Stempra, o gran Re del Cielo,
col vivo foco del tuo santo Amore
questo indurato gelo
di confirmato errore
che mi circonda intorno intorno il core,
sì che tutto infiammato
del tuo divino ardor, qual secca face
arda in foco beato
sempre chiaro e vivace
con degli effetti umani eterna pace.
In te sol la radice
posi de la mia speme alta e gradita,
ch' or crescendo felice
e di fronde vestita
alza la chioma sua verde e fiorita:
bagnala tu con l' onda
di quella tua pietà celeste e diva,
che come fonte abbonda
che da surgente e viva
vena fra i fiori e l' erbe si deriva,
perché venendo meno
l' umor de la tua grazia, arido ramo
non si sfaccia, ond' io pieno
di tema e afflitto e gramo
privo mi trovi di quel che più bramo.
Fa' ch' ogni mio desio
a te si volga, come a segno strale
di bono arcier, tal ch' io
verso te spieghi l' ale
avendo a sdegno ogni piacer mortale,
sì che quel serpe antico
che con eterna e vigilante cura,
empio nostro nemico,
di tirarmi procura
ne la sua valle tenebrosa e scura
indarno ogn' arte spenda,
e sembri augellator ch' al lungo giorno
invan le reti tenda,
e pien d' ira e di scorno
la sera al nido suo faccia ritorno.