San Girolamo.
Solitarie caverne, ermi querceti,
frondosi orrori, ombre deserte e sole
fur le Catedre mie, furo le Scole,
donde del Ciel dettai gli alti secreti.
Quivi tra l'elci folte e i verdi abeti,
ch'aprian solo l'entrata al vero Sole,
spesso vèr lui con gemiti e parole
ruppi i silenzii più profondi e queti.
Quante volte del sasso a le percosse
Eco rispose? e col mio sangue schietto
feci le sacre porpore più rosse?
E quante stesa a piè del duro letto
Libica Fera, ch'a pietà si mosse,
lambì le piaghe al sanguinoso petto?