San Girolamo.

By Giovambattista Marino

Solitarie caverne, ermi querceti,

frondosi orrori, ombre deserte e sole

fur le Catedre mie, furo le Scole,

donde del Ciel dettai gli alti secreti.

Quivi tra l'elci folte e i verdi abeti,

ch'aprian solo l'entrata al vero Sole,

spesso vèr lui con gemiti e parole

ruppi i silenzii più profondi e queti.

Quante volte del sasso a le percosse

Eco rispose? e col mio sangue schietto

feci le sacre porpore più rosse?

E quante stesa a piè del duro letto

Libica Fera, ch'a pietà si mosse,

lambì le piaghe al sanguinoso petto?