Sansone in grembo a Dalida di Giovan Battista Paggi.

By Giovambattista Marino

PAGGI, quel tuo Sanson sì ben dipinto,

che da la bella Filistea tradito

vien del fatal suo crine impoverito,

orbo degli occhi, e da' legami avinto,

specchio esser può verace, ancor che finto,

de l'uom, che lusingato ed invaghito

da la Carne vezzosa, è poi schernito

in guisa tal, che ne rimane estinto.

E 'n pigro sonno immerso, e 'n vano foco,

perde con la costanza invitta e forte

de la ragione il lume a poco a poco.

Al fin tra dure e rigide ritorte

del nemico divien favola e gioco,

e del suo vaneggiar termine è morte.