SATANA E LA BOTTIGLIA

By Emilio Praga

Sotto colla bottiglia!

La mia pugna somiglia

a quella di Gesù,

quando dal monte Satana

lo fe' guardare in giù.

— Pensa — il diavol mi dice —

alla ridda felice

che ti farò danzar:

sarai del ciel più fulgido,

più profondo del mar!

Ti sentirai poeta,

ti sentirai profeta,

Re, Satrapo, Pascià...

l'illusion baciandoti

per man ti prenderà.

Vedrai l'Iside austera,

fatta mite e ciarliera,

inchinarsi al tuo piè,

e dirti: “Ogni mio simbolo

vo' rivelar per te”.

Andrai con essa ai lidi

dove si fanno i nidi

dal tramonto all'albor;

dove compendian gli attimi

un secolo d'amor.

Vedrai colline e valli

di perle e di coralli

e cieli di zaffir;

e sarà tanto il gaudio

che ti parrà morir!

Udrai la greca Diana

e l'Ondina Oziana

gridarti: “Endimion!”;

le abbraccerai, di eolie

cetre e di tube al suon.

Risorgeranno i giorni

dell'innocenza adorni;

farai ritorno al dì

che il primo endecasillabo

dalla tua penna uscì.

Ritornerai bambino;

vedrai la mamma al vino

per te l'acqua sposar,

mentre gli altri, bevendolo

schietto, parean burlar!... —

Fu con questo lontano

ricordo che Satàno

il nappo in man mi die'.

Or posso dir che il Diavolo

un mentitor non è!