Scena 2

By Giacomo Leopardi

Opportuno tu giungi; arride, amico,

La sorte a' miei disegni, ignaro pone

Il Monarca in mia man del regno intero

Il fato, ed il destin, duce son io

Dell'adunato stuol.

Che narri?

Ei stesso

Pose pur or nelle mie mani il freno

Dell'esercito tutto, egli confida

Veder per le mie cure a' piedi suoi

Chieder pace e perdon lo stuolo avverso,

Ma la sua speme, o fido amico, è vana.

A volger l'alme de' guerrieri armati

Al nostro intento, al sospirato fine

Tutto impiegar saprò, promesse, inganni,

Lusinghe, e frodi, e di mie cure il frutto

Vedrai ben presto; Osnam s'appressa, io parto;

Di lui frattanto il cuor con arte, o amico,

Tu guadagnar procura, a noi di sommo

Utile ei fia se dell'arcano a parte

Venga per opra tua.