Scena 7

By Giacomo Leopardi

(Misero! ignora

Di quest'empio i disegni)

In quale ei giace

Ingannevole error! vedrà ben presto

Balenar quest'acciaro agli occhi suoi;

Nelle mie cure egli confida, e d'esse

Vedrà fra poco il non bramato frutto;

Tutto è compito omai l'amico stuolo,

Solo un mio cenno attende, e cinte or ora

Queste mura saran d'armi, e d'armati

Regnar vedrai su questo suolo alfine

La patria libertà, nulla s'oppone,

Mio fido, ai voti miei.

Ma come, o amico,

Giunger del rege a fronte? In sulle soglie

Del presidio regal come ingannare

L'armi potrem, la vigil cura?

Invano

Veglia il nemico stuolo; all'urto orrendo

Di mille flutti, e mille all'acque in mezzo

Come resister può debil naviglio?

Nò, non temer, mio fido, al cenno mio

L'armi disponi, e il generoso ardire;

Quel dì rammenta, in cui ti vide il fiero

Tamas superbo di valor, di sdegno

Acceso in volto de' suoi fidi a fronte

Per la patria pugnar; quale in quel giorno

Ruotasti il ferro, e qual di mille turme

L'urto spezzasti, e vincitor l'acciaro

Spingesti a ber degl'inimici il sangue,

Il Perso il dica, e de lo stuol nemico

Il valoroso duce, ei che degli avi

Emulator di sue guerriere imprese

D'ogn'intorno spandea la fama, il grido;

Quì di sua gloria il fin, quì di sue gesta

L'ultima meta, ed il confine estremo

Veduto avria, se degl'ingiusti Numi

La pietade, il valor placar potesse

L'inesorabil cuor. Mio fido, all'uopo

L'ardir richiama, che in quel dì funesto

Per la patria mostrasti, il ferro tuo

Vindice sia di libertade, e atterri

Quanto ad essa s'oppon, trafitto cada

Della patria il tiranno, e sorga alfine

Su questo suol la libertà bramata.

Quanto m'imponi adempirò; non have

Uopo quest'alma all'operar di sprone,

Della promessa fede ognor, mio duce,

Esecutor fedele Osnam vedrai.