Scena 7
(Misero! ignora
Di quest'empio i disegni)
In quale ei giace
Ingannevole error! vedrà ben presto
Balenar quest'acciaro agli occhi suoi;
Nelle mie cure egli confida, e d'esse
Vedrà fra poco il non bramato frutto;
Tutto è compito omai l'amico stuolo,
Solo un mio cenno attende, e cinte or ora
Queste mura saran d'armi, e d'armati
Regnar vedrai su questo suolo alfine
La patria libertà, nulla s'oppone,
Mio fido, ai voti miei.
Ma come, o amico,
Giunger del rege a fronte? In sulle soglie
Del presidio regal come ingannare
L'armi potrem, la vigil cura?
Invano
Veglia il nemico stuolo; all'urto orrendo
Di mille flutti, e mille all'acque in mezzo
Come resister può debil naviglio?
Nò, non temer, mio fido, al cenno mio
L'armi disponi, e il generoso ardire;
Quel dì rammenta, in cui ti vide il fiero
Tamas superbo di valor, di sdegno
Acceso in volto de' suoi fidi a fronte
Per la patria pugnar; quale in quel giorno
Ruotasti il ferro, e qual di mille turme
L'urto spezzasti, e vincitor l'acciaro
Spingesti a ber degl'inimici il sangue,
Il Perso il dica, e de lo stuol nemico
Il valoroso duce, ei che degli avi
Emulator di sue guerriere imprese
D'ogn'intorno spandea la fama, il grido;
Quì di sua gloria il fin, quì di sue gesta
L'ultima meta, ed il confine estremo
Veduto avria, se degl'ingiusti Numi
La pietade, il valor placar potesse
L'inesorabil cuor. Mio fido, all'uopo
L'ardir richiama, che in quel dì funesto
Per la patria mostrasti, il ferro tuo
Vindice sia di libertade, e atterri
Quanto ad essa s'oppon, trafitto cada
Della patria il tiranno, e sorga alfine
Su questo suol la libertà bramata.
Quanto m'imponi adempirò; non have
Uopo quest'alma all'operar di sprone,
Della promessa fede ognor, mio duce,
Esecutor fedele Osnam vedrai.