Scena 8

By Giacomo Leopardi

Si parta omai, nell'adunato stuolo

Scintilli alfin la conceputa fiamma,

Nulla s'oppon al mio desir, fra poco

Nizam regnar vedrà sul patrio soglio

Ministra al suo voler la turba istessa

Ch'a ricovrar la libertà s'accinge.

Estinto il rege, e della regia stirpe

L'odiato germe, dal molesto freno

Del supremo poter libera invano

Esser confida l'ingannata plebe.

Il mio disegno ognun frattanto ignori;

Sicura al fin bramato apre la via

L'arcan, che dell'autor s'asconde in petto.

All'impresa io mi accingo, al rege istesso

Terrore alcun non desterà ne l'alma

Delle turbe il tumulto; ad arte io finsi

Lungi da queste mura il campo ostile,

E d'invitto valor le schiere accese

Pronte al notturno assalto, incauto, ei giace

Di cieca notte in tenebrìo sepolto.

S'affretti il suo destin, vittima ei cada

Alla sognata libertà, che invano

Cerca commosso il volgo; io parto, e voi

Favorite i miei passi, amici Numi.