SCENA DECIMA

By Giuseppe Giusti

Vespa.

Comandi.

Portami

lo scialle, voglio escire.

Sbrigati.

Vengo.

Sbrigati.

Qui mi sento morire.

Ma non pare impossibile?

questa razza infingarda,

oh, andate; oh, non s'infuria

d'un cencio di coccarda!

Ecco.

La vita pubblica...

— Dammi una spolverata —

... l'ho a dire? è una gran noia

per la vita privata.

La libertà, la patria,

son cose belle e buone,

ma intanto per la patria...

Mi trovo in un cantone.

Bandiere, armi, arzigogoli,

Pio Nono, Carlo Alberto...

Evviva!

Evviva un diantine!

Qui con questo deserto...

Dico quello che dicono.

Lo so: sono ammattiti:

Modena, birri, Napoli,

Tedeschi, Gesuiti;

e lì, con queste inezie

tutti fissato il chiodo,

e' non è più possibile

di far due ciarle ammodo.

Gnorsì... Dammi la bavera.

Quale?

Quella a rabeschi

Napoli, birri, Modena,

Gesuiti e Tedeschi...

Si può sentir di peggio?

Una donna educata,

avvezza — questa manica

è stretta assaettata —

avvezza qui con comodo

a vedersi venire

una folla di giovani...

Fin troppi, sto per dire!

Ora colla politica

— piglia il fiocco di raso —

gli amici che ci piovono...

Si contano col naso.

In casa si sbadiglia;

fuori, ci par la peste:

siamo aggiustati!...

Oh, proprio,

per il dì delle feste.

Che dici di quell'asino?

Di quale?

Dammi i guanti...

Di quale! di Lucignolo!

Scusi, n'aveva tanti!

N'aveva e n'ho. Che credono?

d'avermi canzonata?

Oh, volerne degli uomini!

Sì, quest'altra mandata.

Dunque, quel coso pallido

stento, lungo, sottile,

da non potere un sigaro...

Figurisi un fucile!

Bene! Codesta inutile

carcassa moribonda,

o non mi scappa in gloria

smaniante per la ronda?

Ronda?

Ronda! Guardateli

gli eroi che fa la piazza...

elmo, fucile, sciabola...

e una nebbia gli ammazza.

Gli ammazza, ma ti scappano.

Eh? chi l'avrebbe detto?

Proprio, le cose i principi

le fanno per dispetto.

Qui che pesci si pigliano?

Oh!

Non paion novelle?

Davvero!

Abbiamo a starcene

Tra noialtre gonnelle?

Giusto!

Lasciarsi mettere

tra le ciabatte smesse?

Che!

Andar nel passeraio

delle liberalesse!

Diamine!

E che si pensano

esse, gridando in coro

«Repubblica, Repubblica»?

Chi sa!

Di farla loro?

Sarà.

La gente, a dirtela,

oggi è molto scortese.

Si vede.

Io, se m'annoio,

ho in tasca il mio paese.

È giusta.

E qui se un diavolo

non viene e ci rimedia

colla signora Italia

c'è da morir d'inedia.

O andiamo...

Ehi, se ci càpita...

ma no, chiunque viene,

rimandalo.

Non dubiti:

Si svaghi, farà bene.