SCENA I
Tornate, omai, tornate
nel mio dolor profondo,
o dell'estinto Ormondo
memorie sventurate.
Ah, prence glorioso,
quanto a ragion ti piango
or ch' Eurinda è regnante al suol sicano,
che morendo lasciasti alla mia cura.
mentre le nozze sue dubia sospende,
vacillante lo scettro in man si rende.
Che può il valor d'una fanciulla inerme
a sostener della Trinacria il trono?
Dove spada viril legge non dona,
qual fermezza avrà mai regia corona?
Sensi di giusto affetto
a ragion questo cor voi lacerate