SCENA QUINTA

By Pietro Metastasio

Serbate, o dèi custodi

Della romana sorte,

In Tito, il giusto, il forte,

L'onor di nostra età.

Voi gl'immortali allori

Su la cesarea chioma,

Voi custodite a Roma

La sua felicità.

Fu vostro un sì gran dono;

Sia lungo il dono vostro;

L'invidii al mondo nostro

Il mondo che verrà.

Serbate, o dèi custodi

Della romana sorte,

In Tito, il giusto, il forte,

L'onor di nostra età.

Del più sublime soglio

L'unico frutto è questo:

Tutto è tormento il resto,

E tutto è servitù.

Che avrei, se ancor perdessi

Le sole ore felici

Che ho nel giovar gli oppressi,

Nel sollevar gli amici,

Nel dispensar tesori

Al merto e alla virtù?