SCENA V
Volvi pur, volvi gioioso
Carrone ondoso,
Il tuo flutto vincitor;
Fuggiro, fuggiro
Nella lor terra
I figli di guerra,
Ricolmi d'orror.
Più non si scorge sovra i nostri campi
Orma che stampi - volator destriero,
Né 'l suon guerriero - del nitrito ascolto,
E altrove volto - il fier vessillo io miro;
Fuggiro, fuggiro;
Or d'altra gente a' danni
Spiegano i vanni - del feroce orgoglio,
E alla baldanza lor Morven fu scoglio.
In pace il Sole
Sereno omai
Co' suoi bei rai
Risorgerà.
Omai gioiosa
La notte ombrosa
Da' nostri poggi
Discenderà.
Qui solo udrannosi
Voci di giubilo
Voci di caccia:
Le trombe tacciono,
Udrassi 'l corno;
E 'l bosco intorno
Risponderà.
Giacerà in ozio
Il ferro crudo,
Arnese inutile:
L'elmo, e lo scudo
Ai larghi portici
S'appenderà.
Che se pur di battaglie avrem talento
Daremo al vento - le velate navi
D'armati gravi - e di Loclin le sponde
Torbide l'onde - rosseggiar vedranno,
Dal brando, che in suo danno,
Già tentò con improvido consiglio,
Del re del mondo il temerario figlio.
Volvi pur, volvi gioioso,
Carrone ondoso,
Il tuo flutto vincitor.
Fuggiro, fuggiro
Nella lor terra,
I figli di guerra
Ricolmi d'orror.