SCENA VI.

By Luigi Alamanni

Egli è mal sicuro con tutte le persone, e massime

Con donne tali dire interamente il disegno suo;

Scuopre il consiglio di altrui, onde sovente assai scandoli

Nascer ne possono; e meglio è lasciarsi spesso vincere

Nelle dispute, che allegar ragioni, che possan nuocere.

Questa buona vecchia ne va all'antica, e seco immaginasi

Che tutte sciocche sien quelle, che fuori il mostrano,

E che le giovani non sappiano i lor casi; e ingannasi,

E le pare ch'io faccia male a trattenere Attilio,

Perché non è molto ricco; e la sciocca non considera,

Che quel che non mi può dare egli, fa ch'un altro mel dona;

Non perch'ei procacci per me, ma perché fuor sapendosi

Ch'io l'amo, e che agli altri son divenuta un poco fantastica,

Vien di me voglia a mille, che chi io fussi non sapevano;

Et io mi fo pregare, e poi quando ben non mi trattano,

Fo vista di tornare a lui, e per mio sprone lo adopero:

Tal che egli è la civetta mia, e gli altri gli uccelli sono,

Che mi empion la pentola; e nelle cose necessarie

Non mi abbandona anch'egli, ma più di consiglio e di opera

Mi servo di lui, che d'altro, e mel trova assai più utile

Che quei che spendon molto; et anco, per confessare il vero,

Con gran diletto più che tutti gli altri il veggio, et amo il suo bene,

Quanto d'un mio fratel farei, e quant'il mio medesimo.

Or lasciami andare a casa, ov'io so che aspettata sono

Da certo vecchio, che non vuole esser visto, e promettemi

Tanto, ch'io meriterò di esser lodata dall'Agata.