SCENA VII

By Battista Guarini

Non cominci mortale alcuna impresa

senza scorta divina. Assai confusa

e con incerto cor quinci partimmi

per gire al tempio, onde, mercé del cielo,

e ben disposta e consolata i' torno,

ch'a le preghiere mie pure e devote

m'è paruto sentir moversi dentro

un animoso spirito celeste

e rincorarmi e quasi dir: «Che temi?

Va' sicura, Amarilli». E così voglio

sicuramente andar, ché 'l ciel mi guida.

Bella madre d'Amore,

favorisci colei

che 'l tuo soccorso attende.

Donna del terzo giro,

se mai provasti di tuo figlio il foco,

abbi del mio pietate.

Scorgi, cortese dea,

con piè veloce e scaltro

il pastorello a cui la fede ho data.

E tu, cara spelonca,

sì chiusamente nel tuo sen ricevi

questa serva d'Amor, ch'in te fornire

possa ogni suo desire.

Ma che tardi, Amarilli?

Qui non è chi mi vegga o chi m'ascolti.

Entra sicuramente.

O Mirtillo, Mirtillo,

se di trovarmi qui sognar potessi!