SCENA VII

By Flavio Orsini

Lindora, io ben sapea

che più fiamme e più amori

han nel tuo cor ricetto,

ma creder non potea

che ad un moro (qual vidi)

tu donassi l'affetto.

Sappi, o regia fanciulla,

che questo cor pari è alla cera istessa

dove ogni forma vi rimane impressa;

e se fiamma servile il sen m'avampa

onde incostante il mio pensier ne vola,

nella fiamma d'Amor non fui già sola.

Già che tanto t'aggrada e il suo sembiante

degne maniere accusa,

per viver più negl'amor tuoi contenta,

va', chiedilo a Filandro in nome mio,

ch'al servigio reale io lo desio.

Di mia vita disponi,

o sublime reina; e a tant'onore

d'uno schiavo fedele

grazie ti rende l'obligato core.

Mai gioir, ah non potea,

o Lindora, il tuo desir,

se fortuna non volgea

lieta fronte al gran martir.

Donne, sperate, ch'in amor si varia

quella sorte che a voi fu già contraria.