SECONDA PARTE
S'egli è, Musa, mai ch'io da te grazia merti,
or mel dimostra: dammi sì dolce liquore,
sì chiaro ingegno ch'io quel diadema riporti
con vero giudizio, già non ignobile dono.
Fa' gli uomini stupidi al canto, fa' 'l tempio resulti
plaudendo meco, fa' ch'ogni spirito dica:
«Dato, il vittore di tanta insigne palestra,
che coniunse piedi degni d'ornarne trionfi».
Sento l'Amicizia già già discende l'Olimpo
con canti e cetere, risonando l'aere seco.
Eccola: quella segua per me quel saffico canto
e quel soave sòno che tanta sposa richiede.
State voi attenti e placidi; con fronte serena
l'ascoltate. Però, se consentite volerla,
sempre sarà vostra gioconda e certa salute.