SECONDO DIALOGO FRA GRANCHIO E VENTOLA
Eccellenza, che diamine!
ora che sono andate
le cose a meraviglia
e che n'hanno toccate
quelli che si pensavano
d'avere il mondo in mano,
la veggo malinconico?
Come! Vi pare strano?
Ma davvero! Stranissimo.
O che non era questo
il desiderio, l'unico
voto dell'uomo onesto
di vedere...
dell'armi imperiali
tutti i castelli in aria
di questi liberali?
Tutti? Non tutti.
Oh caspita,
dia tempo al tempo.
Amico,
il tempo è un gran tempaccio:
so io quello che dico.
Ma come, coll'esercito
piemontese distrutto,
con i Tedeschi a Modena,
a Milano e per tutto,
con dugento mil'uomini
là fermi in Lombardia,
con altrettanti in Austria
lì lì per venir via,
se la s'ostina a piangere,
piange di gamba sana.
Siano un po' dove vogliono,
ma non sono in Toscana.
Ci verranno.
Illudetevi
voi, se volete, io no.
Verranno, la non dubiti.
Non verranno e lo so.
Lo sa?
Lo so. Tenetelo
per fermo.
Non rifiato.
Credetelo. Non vengono.
Sarebbe un gran peccato.
Oh grande! Imperdonabile;
tale, via, v'assicuro,
da fare ai galantuomini
dar la testa nel muro.
Ma come mai?
Lasciatemi
stare, per carità.
I più savi ammattiscono.
È una gran verità.
E io, bestia, che subito,
appena ebbi la nuova,
rifeci il cortinaggio
al letto dell'alcova,
rifornii di mobilia
la mia camera stessa,
cercai che fosse in regola
la stalla e la rimessa,
provvidi pipe, sigari,
paste, frutta candite,
roba in guazzo, bottiglie
di rum e d'acquavite,
cucina
dissi di stare all'ordine
fino alla Caterina,
sperando di certissimo
che mi fosse toccato
l'onore invidiabile
d'alloggiare un croato.
Pazienza!
Ma che dicono
quelli di su?
Di su?
Via, di Palazzo Vecchio.
Di su? Dite di giù.
Perché di giù?
Sor Ventola,
la non faccia l'indiano.
Che non le sa le fisime
del Governo Toscano?
In Toscana il parletico
ha sempre il vento in poppa,
e tutto si rimedia
col mettere una toppa.
Toppe il popolo?
Toppe. Beati noi.
I ministri, le Camere...
toppe e ritoppe poi.
E a suon di toppe
ci godrem tra pochino
il nobile spettacolo
d'uno stato arlecchino.
Ma sa che mi fa ridere?
Ah ridete, ridete:
le son cose da piangere!
Mi disse bene un prete.