Ser Pietro Dietisalvi di Siena.
Il bell'occhio d'Apollo, dal cui guardo
Sereno e vago lume Iunon sente,
Volendo sua vertù mostrar possente
Contra colei che non apprezza dardo,
Nell'ora che più tace il suo riguardo
Coi raggi accesi giunse arditamente;
Ma, quando vide il viso splendiente,
Senza aspettar, fuggì come codardo.
Bellezza et onestà, che la colora,
Perfettamente in altra mai non viste,
Furon cagion dell'alto e nuovo effetto.
Ma qual di queste due unite e miste
Più dotta Febo, e qual più lei onora,
Non so: dunque adempite il mio difetto.