SOENTTO CLXXXI.

By Benedetto Varchi

Lenzi, voi dite il ver, se tali e tante

Fattezze e così pronte sono in quella

Aurora del ciel: s'ella è sì bella,

Felice è ben Titon più d'altro amante.

Certo a me par, com'io le son davante,

Sentir l'aura spirar, veder la stella,

Che va innanzi alla stagion novella,

Aprir le rose, ed ogni augel che cante.

Né la notte però punto è men scura

Per tale aurora, e l'äurora punto

Non perde di splendor presso a tal notte.

Divino ingegno e man più ch'altre dotte

Ha il ciel più che mai largo in un congiunto,

Perch'arte vaglia, quanto può natura.