Sonetto 10

By Benedetto Gareth

Come stanco nocchier talhor si suole

In mar pien d'alte et turbide procelle

La notte affatigar priva di stelle,

Il dì carco di nubi et senza sole;

Così, lasso!, ad tutt'hore il cor si duole,

Trafitto da mortali aspre quadrelle,

Bramando di veder le luci belle,

Ch'Amor per suo destino honora et cole.

Et discerner non sa la dubia mente

Qual sia pena minor: pascer la vista

Ne la mia Luna, o contemplarla absente.

Pace non ha da lunge l'alma trista;

Nel suo conspetto il foco è via più ardente:

Tal vita, Amor seguendo, alfin s'acquista!