Sonetto 109

By Benedetto Gareth

Quando l'Aurora il dì chiaro n'adduce,

Volgendo io gli occhi al lucido orïente

Per contemplare Apollo, almo, splendente,

Che di Pianete et di Poëta è duce;

Vidimi da man manca uscir la luce

De la mia Luna, anzi mio sole ardente,

Che sfavillava quel foco possente,

Ch'a morte et vita inseme mi conduce.

- Vaghi lumi del cielo, a cui soggiace

Quanto qui cresce et quanto si consuma,

(Così volse quel vostro alto motore,)

Siami licito dir con vostra pace:

Che questo viso humano è di magiore

Vertù; che i cor di magior fiamma alluma! -