Sonetto 111

By Benedetto Gareth

Constantia ferma, al fermo polo eguale,

Nel secol nostro indicio et vero segno,

Che de vertù, bellezza et alto ingegno

Il guidardon non è stato reäle.

Ché, se 'l valor divino et immortale

Nel mortal mondo havesse il premio degno,

Europa tua serìa, l'Africo regno,

L'ultima Tile e 'l mondo orïentale.

Ma, per esser vertù cosa divina,

Divino stato in pregio a lei convene:

Ché 'n ciel Minerva è dea, non qui Regina.

Non sono i pregi tuoi cose terrene;

Divini honori Apollo a te destina

Nei templi Idalii, in Delo, in Hippocrene.