Sonetto 11

By Giovanni Pico della Mirandola

Ch'io languisca tuttora amando quella

di cui la viva imagine, ch'io scolpo

ne la mia mente afflicta, und'io mi spolpo,

fa che 'l spirto dei membri mei si svella,

no 'l Cel, non la Fortuna o la mia stella,

non quel da cui discese el mortal colpo

qua giù nel cor, non la mia donna incolpo,

ma solo el Mastro che la fe' sì bella.

Quivi el vigor, quivi la sua potenzia,

quivi mostrò sue forze manifeste,

quivi l'arte, l'industria, la prudenzia;

quivi mostrò come un spirto celeste

coprir se può, per sua onnipotenzia,

sotto mortal, caduca e fragil veste.