Sonetto 11
Ch'io languisca tuttora amando quella
di cui la viva imagine, ch'io scolpo
ne la mia mente afflicta, und'io mi spolpo,
fa che 'l spirto dei membri mei si svella,
no 'l Cel, non la Fortuna o la mia stella,
non quel da cui discese el mortal colpo
qua giù nel cor, non la mia donna incolpo,
ma solo el Mastro che la fe' sì bella.
Quivi el vigor, quivi la sua potenzia,
quivi mostrò sue forze manifeste,
quivi l'arte, l'industria, la prudenzia;
quivi mostrò come un spirto celeste
coprir se può, per sua onnipotenzia,
sotto mortal, caduca e fragil veste.