Sonetto 138
Hor che 'l silentio de la notte ombrosa
Gli homini et gli animali al somno invita,
Hor che gli augelli, in più secura vita,
Riposan ne l'humìl casa, frondosa;
A me, lasso!, quest'hora è più noiosa.
Ché, sentendo d'amor la fiamma, unita
Col morir de la dura departita
La vita piango, sola et dolorosa;
Qual roscigniuol sotto populea fronde
Piange i suoi figli, che 'l duro aratore
Gli ha tolti, insidïando al caro nido,
Lui repetendo il miserabil grido,
Chiama la notte et nullo gli risponde,
Empiendo i boschi e 'l ciel del suo clamore.