Sonetto 145

By Benedetto Gareth

Un anno è, Luna mia, che sei partita,

Et tredeci che me di me togliesti,

Deh, rende col fulgor di rai celesti

A Napol la sua luce, a me la vita!

Io dissi: mia, ma fu voce mentita,

Ch'io non t'hebbi giamai, né tu m'havesti;

Io, lasso!, non potei, tu non volesti;

Ond'io misero son, tu non servita.

Duo gran duoni ti fece et rari il fato:

Beltà magior, che mai non vide il sole,

Et un servo fidel, mai non mutato.

Così ti diede anchor l'animo ingrato;

Privòti di pietà: ché far non suole

Vivente sotto 'l ciel tutto beato.