Sonetto 155

By Benedetto Gareth

Quando Minos d'Athene hebbe il governo,

Si fe' le sacre Muse tanto infeste,

Che, benché meritasse il ben celeste,

Quelle pur lo mandaro al negro inferno.

Chi per chiara vertù l'infame Averno

Abhorre, hor prenda exempio, et non moleste

Con impia lingua, o con opre inhoneste,

Chi sa le charte empir d'inchiostro eterno.

Ma tu perder non puoi l'alta fatica,

Pier Giovanni Spinello, animo degno,

A cui la Musa sia verace amica.

Di ferro armato et di pietoso sdegno

Ti vidi, per servar la fede antica,

Quando al Re suo rendìo Napol il regno.