Sonetto 16

By Benedetto Gareth

Da che si leva il sol da i rosei scanni

De l'alba, insin che giunge al celo hispano,

Piango et sospiro, et m'affatigo in vano

Per cui non vede i miei continui danni.

Tanto riposo, quanto i dolci inganni

Del somno Amor mi mostra in volto humano,

E i soi thesauri anchor con larga mano

Mi porge, in guidardon di tanti affanni.

Del desiderio il fine imaginato,

Dormendo i sensi, fa veghiar la mente,

Talché ne i sogni io son lieto et beato.

Morir vorrei dormendo eternamente;

Ché, se 'l somno a la morte è somigliato,

In tal morte io vivrei felicemente.