Sonetto 16

By Giovanni Pico della Mirandola

Ecco doppo la nebia el cel sereno

che invita li uccelletti andare a schera;

ecco la luce che resplende ove era

di caligine opaca dianci pieno.

Afligice mo, Invidia, aspro veneno

a cui t'alberga! abassa la tua altera

testa, ché chiunque alfine in Dio non spera,

presto ne veni ogni sua forza al meno!

Carità cun Iustizia e intera Fede,

che sempre furno a me fide compagne,

secur mi fan de chi fra via m'assale;

e mentre el cor, ch'è in me, da lor se vede

acompagnato andar, poco gli cale

di che altrui rida, o di che alcun si lagne.