Sonetto 172

By Benedetto Gareth

Seconda patria mia, dolce Sirena,

Parthenope gentil, casta cittade,

Nido di leggiadria et nobiltade,

D'ogni vertute et di delicie piena;

Con tal dolor ti lascio et con tal pena,

Qual, lasso!, io mai soffersi in nulla etade.

A dio, amici!, a dio, dolci contrade!:

Hor qui ragion le lagrime non frena.

Vivete voi felici, a cui finita

È già la sua fortuna; io son chiamato,

D'un fato in altro, in faticosa vita.

Mai nullo mal mi venne inopinato:

Dal giorno, che lasciai la patria avita,

Io fui da fati iniqui exercitato!