Sonetto 178

By Benedetto Gareth

Solea quella gentil Romulea gente

Di querna fronde ornare il chiaro ciglio

De cui suoi cittadin d'un gran periglio

Servava, in premio di vertute ardente.

Ma tu, ch'un Re, de gli altri il più excellente,

Ne i Brutii campi, in quel fero bisbiglio,

Sustinendo il furor de l'impio giglio,

Servasti, col viril braccio, possente;

Qual oro, o lauro havrai, quai summi honori,

Marchese, che ragion non gli repùte

Del gran merito tuo molto minori?

Servasti un Re, di tutti una salute;

Onde le Muse i loro ampii thesori

Ti dan di gloria, a l'immortal vertute.