Sonetto 183

By Benedetto Gareth

Ne l'eterno piacer, magior diletto

Non senti, o di Pescara almo Marchese,

Né de le tue vittorïose imprese

Sentesti mai d'honor più dolce affetto;

Che quando abbassi in noi l'alto intelletto,

E 'l lume, che dal tuo lume s'accese,

Vedi; ché la beltà non sol ne prese,

Ma l'animoso, saggio, integro petto.

Divo Alfonso, nel tuo caro Ferrando

Vedrai d'ogni vertute et vivo ingegno

L'imagin tua, sì come in chiaro specchio;

Dissimile in un sol, ch'al tempo, quando

Salirà nel celeste, eterno regno,

Di tutti Aveli Heroi serà più vecchio!