Sonetto 186

By Benedetto Gareth

Vivo fulgor del bel campo Piceno,

Marco, altro Ciceron, dotto, eloquente,

Pegaso novo, al cui pede un fluënte

Fonte risorge in arido terreno;

O che ti spatii per quel lito ameno,

Ove i begli horti giunge al gran torrente

Quel Farnese immortal, che l'alta mente,

Tene sempre d'Apollo e 'l petto pieno;

O ti ritegna il sacro Cesarino,

Reliquie del Cesareo antiquo honore,

Incremento del bel nome Latino;

Ovunque sii, lo testimon del core

Ti mando, et ti ricordo il mio destino:

Ch'è sempre amar, cantar sempre d'Amore.